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14/11/2009
Grazie a google maps ho scoperto che...
...l'agenzia ittica dove forse finirò si trova a 200 metri dalla piazza che la tipa al telefono mi aveva detto (che informazione approssimativa!!),
ovvero qui:

Mi troverò nell'amabile zona che pullula di perline e arkitecti,
e magari il P.E.S.A. verrà a scommettersi lo stipendio.
Manco a farlo apposta, eh?
07/11/2009
Quest'anno il glorioso P.E.S.A. non figura nella lista dei decenti.
E' un po' come quando il fu Severus veniva escluso regolarmente dalla cattedra di D.A.D.A. (che finiva sempre al prof. Duchamp - risate, prego).
Probabilmente non è stato riconfermato per via dei presunti ritardi e della presunta spocchia che avrebbe manifestato nei confronti di noi tènnici.
Ma a me piace pensare che se ne sia andato lui da sé, sbattendo la porta.
[dopotutto, la mia performance dell'anno scorso gli dev'essere rimasta impressa e, forse, avrà pensato "Sono riuscito a convertire una giovane mente plagiabile all'Arkitectura: la mia missione in questo corso è finita"]
09/07/2009
Ormai è scientificamente provato:
la Coca Cola è una panacea in caso di afflizione da tutti quei maledetti sintomi dolorosi mensili.
Comunque ho comprato la valigia.
E mercoledì verrò allegramente buttata fuori all'exam (ma più probabilmente mi ritirerò io).
E di sicuro col cazzo che faccio la patente a fine mese, perché faccio ancora cagare (secondo autorevoli fonti phobiche).
Signor Capitano, mi faccia sapere a che ora mi dovrò levare di culo sabato 18,
perché io devo comprare il biglietto del treno e di conseguenza devo sapere quale prendere.
Magari mi sappi (sappi lei) anche dire che tempo fa lassù, nonché le previsioni per la prossima settimana, perché devo decidere se portare uniformi leggere o pesanti.
Questo è il mio valigiozzo, anche se non è molto virile.
30/06/2009
Non ho intenzione di commentare la giornata di oggi.
Un esame andato bene ma che non mi ha fatto esultare (apatia portami via),
una verbalizéscion che mi ha fatto girar le palle ["Eh, non è andato molto bene...mi spiace..." ma vaffanculovà],
un salto a scholaguida che mi ha fatto girare le palle ancora di più ["Questa settimana non c'è posto...ci dovevi pensare prima" (ma io gliel'avevo detto che non potevo passare prima di lunedì...e lei aveva detto che non c'erano problemi...e si era anche fatto un post-it con scritto che avevo bisogno di fare guide questa settimana...ma allora i suoi post-it non valgono una sega, eh, scusi) "Devi fare l'esame entro luglio, se no poi è un problema..quindi devi fare più guide che puoi" (e DA QUANDO mi si viene a parlare di esame??)],
con conseguente senso di inettitudine e la spiacevole sensazione di essere vista come quella che se ne frega e non si fa mai vedere e poi si fa viva accampando pretese.
Poi m'ha detto che io avrò anche i miei impegni (miiiiiii, per una volta che studio e che manco per tre giorni!!), ma che devo gestire anche questi impegni di guida.
E io non riesco, perché sono un'inetta.
E ora c'ho un altro exam della minchia e non ce la farò mai a conciliare il tutto..
E che dire di Brescia!!!
Fra l'altro, oggi, uscendo da via V*** abbiamo incrociato il buon vecchio P.E.S.A. che parlava con una.
Quando siamo passate lui ha detto a questa qui "[...] poi vedo passare anche mie ex studentesse...che non si sa che ci siano venute a fare, qui...boh, forse son venute qui a fare una passeggiata, eheh".
Chissà se si rrricordava della cartolina.
05/06/2009
Esco di casa di fretta nel tentativo di prendere l'ultimo bus utile.
Ho la brillante idea di scendere a metà strada per prendere un bus che mi porti vicino a via V***.
Scendendo alla fermata mi accorgo di aver fatto molto male a scendere dal mio bus, perché c'è troppa gente.
Dai gesti di stizza di alcuni presenti capisco che il bus deve aver saltato qualche corsa.
Non posso avvalermi dell'opzione "Se arriva ed è strapieno, prendo quello dopo" perché già con quello che non sta passando arriverei appena in tempo.
Mi rassegno a salire sulla vettura e mi rassegno a rimanere vicino all'entrata poiché pretendere di infiltrarsi facendosi largo fra gli altri passeggeri è roba che solo un vecchino bisbetico può fare.
Alla fermata successiva sale un vecchino bisbetico armato di ombrello, che batte con stizza sul pavimento.
Serafica, mi sposto quel tanto che serve a non farlo chiudere nelle portiere, ma lui sbotta: "Io non ci voglio stare, qui! Mi faccia passare!". Un tizio vicino a me ridacchia e io divento di un bel rosso che s'intona con la mia maglia.
Così il vecchino rompiballe si fa largo nella scatola di sardine e, arrivato a un certo punto, ordina "Una di voi due mi faccia sedere" a due tipe che stavano comodamente sedute.
Il viaggio prosegue, io con una mano devo tenermi agganciata al palo e con l'altra devo tener sollevato lo zaino, che oggi è particolarmente pesante.
A ogni fermata spero che scenda qualcuno e guardo in cagnesco quelli che si avvicinano alla porta dove mi trovo io per poi, fortunatamente, cambiare idea alla vista dell'inscatolamento.
Arrivati alla stéscion per fortuna un po' di sardine scendono.
La mia mano sinistra non la sento più.
Posso finalmente posare lo zaino senza intralciare e recuperare la mia mano che è tutta congestionata, gonfia e rossa. La rianimo e torna normale.
Fra ninnoli e nannoli, arrivo a lectione. Entro in aula notando che son tutti già seduti.
Mi accomodo notando che le lavagne sono tutte scritte.
"Sarà stato qualcuno che voleva esercitarsi" penso.
Poi arriva una mia collega brandendo dei fogli e mi dice "Vado a farmi le fotocopie degli appunti della prima ora, perché non mi ricordavo che la lectione iniziava prima...le vuoi anche te?" e io cado dalle nuvole.
Un'ora prima??
Mi sono sorbita un viaggio che più che viaggio era una deportazione su un bus strapieno e poi arrivo lì che mi son già persa mezza roba??
-__-
Che palle..
08/05/2009
Ieri non potevo postare, sicché posto oggi.
C'era un sole boia, ieri, a 6°, e infatti non vedevo un tubo.
Però, di rrritorno dal prandium, costeggiando la strada, vedo una macchina blé che sfreccia e penso "ah, sembra quella di Occh." e allora mentre s'avvicinava mi ci son focalizzata.
Infatti al volante c'era lui.
E al lato passeggero c'era una.
No, per dire.
Poi, nella consueta pausa, lo incrocio in corridoio e mi saluta in maniera repentina e seria, distogliendo subbito lo sguardo,
per la serie "Ti scrivo talmente tante boiate su msn che, quando ti incontro, mi vergogno e non c'ho il coraggio di dirti nulla".
Che è quello che penso io (e pure alcuni di voi che sono ben informati).
Mentre magari lui pensa "Sei talmente tanto sfigata che non sei buona nemmeno a intrattenere determinate conversazioni per iscritto. E poi a vederti di persona mi schifi".
Poi, The Estrovers (un personaggio che non conoscete ancora) comincia a inquietarmi, ed io comincio a sentirmi un po' in soggezione. Poi sembra che non ascolti tanto. Probabilmente, siccome sono insicura, le do l'impressione di essere una persona non degna di molta attenzione.
Paradossalmente, ieri pomeriggio ho scoperto che l'unico (tolta Fraulein) con cui riesco a sostenere una conversazione in maniera tranquilla e senza tante difficoltà o senza tempi morti,
è il Divo.
(no, non ridete)
Praticamente ieri c'ha attaccato un bottone che non finiva più, perché ci era stato ammollato da gente che se l'era data a gambe,
e quindi eravamo io e Fraulein lì a dargli spago,
e però Fraulein, siccome le viene da ridere etc, tendeva a lasciare che fossi io a sorbirmi le chiacchiere.
Poi, a posteriori, Fraulein mi ha detto "Sembravi tranquillissima, a parlare col Divo".
Infatti dovrò ripetere l'esperienza.
22/04/2009
Domani mi tocca saltare la giornata a 6° (sono obbligata, perché venerdì mi devo far buttare fuori in maniera decente).
Di conseguenza, mi perdo il consueto appuntamento pomeridiano con lo scazzo dovuto al caro Occhibelli.
Manco ci farà caso.
Però a me mi scoccia un po'.
17/04/2009
Ricominciano i courses, utenti phobicotti RIPPANO senza avvisare e Occhibelli mostra un lato di sé sconosciuto o quantomeno sospetto.
Ore 16 e qualcosa...solita pausa, solita panca, solite persone.
Solita me che si guarda intorno con aria sospetta.
Mentre parlotto, vedo, con un po' di sorpresa, una sagoma che esce dall'aula adiacente.
Pensiero mio: "Devo togliermi di qui, perché se mi vede e mi viene a parlare qui, poi, son di fronte alle compagne".
Sicché mi piglia lo scatto d'andar lì e fargli toc toc sulla spalla, ma qualcosa mi trattiene.
Intanto il giovine rientra in aula, guardando dalla mia parte, e io gli fo un cenno col capo, ma non capisco se mi ignora o se semplicemente non mi vede (certo, una con la maglia giallo canarino è veramente poco visibile).
Poi esce una tizia bassa, che identifico come l'amica C. che conosce anche Marcus, e di cui mi aveva detto, e quindi esce anche Occhibelli che mi passa accanto e mi rivolge un secco "Ciao" per poi abbassare subito lo sguardo e riprendere a parlare con la compagna. Svoltano l'angolo, immagino che vadano a prendersi un caffè prima di andarsene.
Dopo un po' che avevo cominciato a fare discorsi farfuglianti, guardando sempre se rispuntavano da dietro l'angolo, me li vedo arrivare dal fondo del corridoio, e capisco che avevano fatto ciò che fanno molto di lì, quando chiacchierano:
i circuiti.
Siccome, a 6°, gli unici quattro corridoi presenti formano un quadrato, si vedono spesso coppie o gruppetti che, per passare il tempo, girano in "tondo" chiacchierando, e te li vedi passare davanti anche quattro o cinque volte in dieci minuti.
Deus ex machina: mentre, disperata, attendo che il duo passi di nuovo dal punto in cui mi trovo, il mio occhio coglie l'arrivo di Gigi-il-pignolo, e quindi con sollievo mi catapulto in aula. Il giro dei due continua, e li vedo svoltare di nuovo l'angolo e fermarsi a guardare una bacheca.
Seguo lo show di Gigi alla meno peggio,
Poi esco. Piove.
Pure sul bus piove, perché casca a pezzi.
Scrivo qualche messaggio scazzoso, perché sono il mio forte.
E così passo la serata, guardando uno show registrato (se qualcuno avesse evitato di dirmelo, io avrei pensato che fosse in diretta, e l'avrei guardato con più gusto).
Poi mi giugne un messaggio inaspettato.
Insomma, inaspettatamente, non si sa per qual motivo, con una serietà e una cortesia anomale, mi si chiede scusa per non avermi dedicato tempo...i due di cui sopra avevano da parlare di cose serie (per questo facevano i giri dei corridoi).
Domando di cosa si trattasse.
Mi vien detto che praticamente la tipa C. stava illustrando a colui le gesta di alcuni colleghi, per informarlo di certe cose ed evitargli eventuali figuracce.
Seguono alcuni altri messaggi cortesi.
Fra l'altro, ieri, mentre sostavo in quel corridoio, vedevo un gran casino di gente...alloramenti, of course...
Un affollamento di parenti e gente varia, e, proprio durante la lectio precedente la pausa, avevo visto un gruppetto di persone passare accanto alla finestra...e una tipa con l'alloro in capo...
Altro indizio: mentre usciva dall'aula con la tipa C., Occhibelli aveva detto la parola "biotennòloji", e non capivo a che si riferisse.
Oggi l'ho capito, grazie al solito Faccialibro.
E sicché ho collegato il tutto,
arrivando alla conclusione che:
ieri si è allorata una mia compagna di licaeum, nel luogo dove mi trovavo io, all'ora in cui mi ci trovavo io, passando poi accanto alla finestra dell'aula dove stavo io, insieme ad altra gente mia ex compagna.
Insomma, ero nel posto giusto al momento giusto,
avrei potuto immaginarmelo (perché sapevo - da fonti FB - che la cosa era imminente - e anche tutti quei "Ci vediamo giovedì!" erano sospetti) e agire di conseguenza,
invece di non pensare assolutamente a niente e non fare alcun collegamento,
lasciando tutti gli indizi separati
e limitandomi a lamentarmi dell'inutilità della presenza di tante persone a un alloramento, con carrozzine e tutti i parenti possibili e immaginabili.
Cioè, pure Occhibelli sapeva cosa stava succedendo e cos'era tutto quel casino di gente.. -_-
Sono proprio fuori dal mondo...
Comunque, tornando alle scuse.. Beh, son stata presa in contropiede.
Io faccio il diavolo a quattro e poi mi si ammansisce così.. -_-
Non mi torna, comunque, 'sta gentilezza.
15/04/2009
Credo che toglierò dalla cornice il mio quadretto a olio
e ci verserò sopra della Coca Cola,
per vedere se gli vien su una bella patina corposa e ambrata ad uniformare il tutto.
11/04/2009
Ieri ho visto 'Le crociate'.. Solo perché per qualche motivo erano state nominate dal P.E.S.A. a lectione tre anni fa.. In riferimento a cosa, poi, non l'ho mica capito.
Fatto sta che non c'ho capito un kaiser e che dopo poco mi son rotta le balle.
Poi, soprattutto all'inizio, m'è venuto da pensare "Madonna, sembran tutte scene prese dal Gladiatore e messe lì..".
Alla fine, nei titoli di coda leggo Regia di Ridley Scott.
"Ecco cos'era quella sensazione di deja vù che avevo!"
Ieri pomeriggio sono andata alla lectio pomeridiana ad alto contenuto di fighetteria.
Solo che eravamo in quattro e tutte donne. E dei fighetti estroversoni nemmeno l'ombra. Forse erano già in barca col papy.
Ché, poi, io mi faccio paranoie a portare un foglietto su cui appuntarmi le cose, ma ieri c'era una col quaderno dedicato che scriveva sistematicamente!!
Ovviamente il solito quizzo, con cui io vengo sempre servita per ultima..
"Alla L. gli si fa fare questo...perché lei è una secchiona..." dice Frank porgendomi la scheda.
"Ahahahaha ora come minimo me l'ha gufata" penso io.
Poi vado al correttore e scopro tre errori, di cui due evitabili.
Come sempre, anche alla correzione a voce, io vengo servita per ultima (se ci se ne ricorda).
Così leggo il primo dei miei errori e, prima di spiegarmelo, Frank dice "Vedi, il termine che ho usato prima, non l'ho detto a caso..".
Cos'avrà voluto dire?
(gente, non sono una secchiona!)
06/04/2009
Occhibelli potrebbe (dovrebbe) fare una brutta fine.
Finire direttamente nel cestino del mio cervello (+ svuotacestino, magari).
Ma domani, alle 9.30, avrò già cambiato idea.
Quanto sono debole..
-__-
31/03/2009
Per definizione, quando un amico si fidanza automaticamente sparisce.
Stamani ero a 6°, tanto per gradire, e me ne stavo tranquilla finché Fraulein C. non è arrivata dicendomi che aveva visto in giro Emmepunto.
Vado in ispezione ed effettivamente lo vedo in fondo al corridoio che parla con una. Ok, è la su' donna.
Girello un po' per lì nel tentativo di farmi avvistare, ma pare che non mi si avvisti. Sono nervosa e torno in classe. Poi riesco. Poi ritorno. Ho bisogno di scambiarci due parole, perché sono, appunto, nervosa.
Si abbracciano. Ok, forse non è il momento.
Quando c'è la donna, chissenefrega degli altri.
Ché, poi, ancora mi fa strano vedere Emmepunto appaiato a una pollastra.
Una pollastra con un sedere importante.
Poi non è che me la presenta.
Anche oggi, al ritorno, per caso la strana coppia sale sul mio bus. Mi passano accanto, lui mi saluta appena.
Poi, tipo, scende cinque fermate prima per accompagnarla a casa.
Comunque, a questo punto, bisogna che io tiri fuori tutte le mie sofferenze, confidando nella scarsa affluenza a questo blog.
Non spiego antefatti perché adesso non ne ho voglia né tempo.
Stamani alle nove e trenta ero fuori a far la pausa, come spesso il martedì. D'un tratto appare Occhibelli che non può fare a meno di venirmi incontro, perché sono sulla sua traiettoria.
"Vai a lezione, va'" mi dice molto carinamente, per scherzare. Io mi giustifico dicendo che sono in pausa.
Farfuglia qualcosa tipo "Mi conviene salire (in bibbblio)" e se ne va senza salutare, solo borbottando un "Ci si vede" mentre ormai s'era già allontanato.
La prossima volta lo cronometro.
Quanti secondi perderà con me?
Oggi saranno stati 10.
Uscendo poi da lectionem, e fermandomi a parlare con Emmepunto (visto che era svincolato dalla donna), vedo uno che svolta l'angolo e si imbuca nella saletta caffè (ovviamente non vedendomi o, più probabilmente, facendo finta di non vedermi). Chiedo a Emmepunto "Ma era Occhibelli?", e Emmepunto dice "Dalla capigliatura, pareva".
Dopo un po' esce, col suo bravo bicchierino e lo zainetto azzurro.
In fretta saluto Emmepunto e corro via, con Fraulein C. che non sa,
e così pedino (si fa per dire, dovevo andare per forzaa nella direzione che aveva preso lui) Occhibelli che cammina senza mai girarsi e a un certo punto si imbuca nel department adiacente. La sua gentilezza è tale da fargli tenere la porta aperta a un prof, facendolo entrare per primo.
Una scostanza unica e una freddezza che non capisco e non concepisco.
A meno che non si tratti di grande timidezza.
Che ti costa spendere cinque minuti con una tènnica?
16/03/2009
Ho creduto di poter in qualche modo avvicinarmi alla math., di riuscire a domarla, perfino.
Questa credenza è durata tre ore.
Oggi ho capito che non riuscirò mai a capirci un cazzo.
Poi, trovo che le nuove matriculae di quest'anno, pur avendo i visini angelici e imberbi dei vent'anni (in attesa di diventare poi fossili), siano più sottilmente strafottenti di quelli che ora sono i secondini che tanto mi erano antipatici lo scorso anno e che invece adesso ho più o meno imparato a conoscere.
Oggi, oltre ad essere irritata dalla math. in sé, la mia situazione psichica è stata peggiorata dal continuo schioccare e biascicare caramelle di un paio di pivelle che sedevano dietro di me, che a un certo punto ho perfino guardato con sguardo torvo affinché si chetassero.
Non oso immaginare la maniera irrispettosa con cui si rapportano al P.E.S.A.
Oggi, poi, l'ho anche rivisto, dopo MESI.
Uscivo tranquillamente dalla bibbblio del suo department quando vedo un nasone e un paio d'occhiali nonché una capigliatura biondiccia inconfondibile. Parlava con un esimio collega, aspettando the lift (perché ci mancherebbe altro che si mettesse a salir le scale...non ce la farebbe fisicamente).
Abbigliamento dei più classici, con ginsi tutti larghi, scarponi e immancabile spolverino grigio.
Gli passiamo accanto ma non dà segno di accorgersene.
Chissà se la mia postcard è finita nel cestino..
Altra cosa che abolirei:
le americane che, alla metà di marzo, vanno in giro in maniche corte e infradito con gambe scoperte e gonne invisibili, come se Firenze fosse Africa.
"Oh, I go to Florence, it's december but I bring only mini skirts and ciabattae, because it is sooo near the equator!"
Inoltre, non è che solo perché siete in quattro e siete carucce e col nasino ritto allora potete fare i comodi vostri sull'autobus (tipo mettere i piedi sul sedile davanti) e scoppiare a ridere fragorosamente (addirittura battendo le mani) come se vi trovaste a fare gossip e a rimorchiare in discoteca.
EH.
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