Stamani sono andata in centro. Un'ora nel traffico fiorentino mi ha fatto pensare con nostalgia al traffico di Roma. Il traffico scorrevole di Roma. Che anche se arrivi nello stradone e ti piglia male perché per entrare in via delle terme di Carahalla devi sopravvivere a piazza Numa Pompilio e prima ancora a via Druso e a via Ambaradan, e ci sono incroci con venti strade (ma per fortuna niente rotonde) e sei lì con la cartina che non sai manco come tenerla e i nomi delle strade li vedi solo quando ormai è troppo tardi per imboccarle,
nonostante tutto ciò
puoi contare sulla tolleranza degli automobilisti indigeni, che non ti mandano affanculo superandoti da destra (in motorino, in realtà), che non ti clacsonano per ogni minima cosa, che non ti rompono le palle se ti trovi nella corsia che obbliga a girare mentre tu vuoi andare a diritto, perché tanto anche tutte le macchine che si trovano su quella corsia vanno a diritto :D;
che con quattro euro puoi farti sette ore di parcheggio in centro;
che le smartine odiose le trovi parcheggiate sui lungotevere a perpendicolo con le auto normali per sfruttare tutti gli spazi..
Oggi pomeriggio sono tornata in centro, da me sola. Ero convinta che ci sarebbe stata meno gente di stamani. E invece c'era il mondo.
Soprattutto c'erano mandrie e mandrie di manzi in libera uscita che pareva di starci oggi, all'ultimo dell'anno, mica domani. Ma che ci viene a fare, a Firenze, la gente, l'ultimo dell'anno? Ché poi fanno gli spavaldi e i deficienti perché loro sono in gruppo e io son da sola,
solo perché non so fare il colpo del cuore delle sette stelle per spaventarli..
E comunque a Roma ai semafori non ci sono i lavavetri: ci sono i GIOCOLIERI che fanno giocoleria con le clave tenendo un'arancia in equilibrio sul muso.
Ma hosa vedo lajù! Un regalino per mèè!
