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25/05/2008
Si dice, no?, che l'acquisto di un libro è un INVESTIMENTO, che è una cosa di cui non si avrà mai modo di pentirsi, che anche spendere un'esagerazione per un buon libro è cosa buona e giusta, che assolutamente NON VANNO FATTE le fotocopie per nessun motivo al mondo, che una ricca biblioteca personale fa molto 'curtura' - così quando ti intervistano alla tv puoi sfoggiare la tua libreria con i tuoi bei libroni intonsi e la gente da casa pensa 'Miii che luminare!' - che i libri sono a girl's best friend, che son sempre utili e che bene o male se proprio non li vuoi leggere li puoi adoperare in senso statico per aumentare la stabilità di un tavolino oppure per intrattenerti al cess (ma in questo post ve lo sconsigliai vivamente) oppure per un bel falò sulla spiaggia con gli amici.
In nome della CURTURA, domattina, se mi sveglio, se c'ho il cuore di alzarmi, prepararmi ed andare ad aspettare il bus-Godot, verserò l'ennesima cospicua cifra per un mattone di settecento pagine: .
Già la copertina mi inquieta non poco.
Certo, direte voi, un libro è un investimento. Magari da vecchia, prima di stramazzare, avrò il desiderio improvviso di comprendere una volta per tutte come mai il Dydimaion si chiama così, o se davvero un certo Michelangelo aveva voluto riqualificare la zona delle terme di Dioclès perché ci stavano le bottane,
ma probabilmente per il momento dovrò limitarmi a trovare un tavolinetto che abbia una gamba abbastanza corta da farci star sotto le sue settecento pagine di CURTURA.
24/05/2008
No. E pensare che c'avevo anche in mente di andare a vedere 'sta roba, per l'ennesima volta, ma questa volta con un minimo di cognizione di causa, visto che c'è chi, in qualche modo, ci educe su questa roba, appunto.
Di fatto, di fatto, non ci andrò, con somma stizza, poiché di assistere a ridicoli e infondati festeggiamenti nonché altrettanto ridicoli caroselli per la vendetta ottenuta (ma che c'entra?) non ce n'ho voglia. Poi c'è da dire che Frenitalia è davvero ESOSA, perché non mi può chiedere TRENTASEI euro per farmi un viaggio in iùrostar.
In teoria, in teoria, avrei anche la macchinina nuova, che nella capitale ci arriverebbe tranquillamente senza stramazzare e senza dare motivi di preoccupazione durante il tragitto, cosa che invece succedeva col vecchio furgoncino, tanto che una volta che dovevamo andare appunto nella città LADRONA per antonomasia fummo costretti a fermarci da un meccanico a Orvièèèto perché il motore scaldava troppo, ma purtroppo io ancora la patente non ce l'ho, e la mi'mamma di tornare in quella città non ce n'ha voglia, tanto che aveva proposto di andare, quest'estate, a Neapolis, ma se ci si va con la macchina nuova poi molto probabilmente ce la ritroviamo sfasciata, o non ce la ritroviamo proprio, sicché ho convinto la mi'mamma a cangiar consiglio.

In questa foto c'è un protagonista apparente e uno effettivo: individuare quello effettivo (si vincono ricchi premi).
01/05/2008
Il bello della radiosveglia è che la mattina ti svegli si fa per dire e stai un'oretta a sentire le notizie che si mischiano ai sogni e nel dormiveglia non capisci nulla e stai lì a sentire le imprese di Alemanno e intanto pensi ma alemanno vuol dire tedesco? e senti che è morto un omino ma non afferri il nome, e poi senti di Garlasco e però capisci solo 'pozza di sangue' e non è molto bello, e ogni tanto spengi la radio e lei dopo nove minuti si riaccende, così riesci a captare che AlAmanno vuole buttar giù il coso dellA RAPACIS (non Ara Pacis: 'A Rapacis) e pensi che non è una cattiva idea perché faceva schifo pure a te.
26/04/2008
"Video meliora proboque, deteriora sequor"
Ovidius quidam
24/04/2008
In barba a Zeno Cosini (delle cui vicende mi mancano ancora trenta pagine) ho comprato questo libro , che di pagine ne conta seicento, e che sicuramente sarà un libro "troppo commerciale", e certo non un mattone polacco, minimalista, di scrittore morto suicida giovanissimo, copie vendute: due.
Comunque stasera c'era , ché io ero lì tranquilla in camera mia a farmi gli affari miei quando sento una musica conosciuta dalla tv di cucina e così esco vociando "Che, c'è Pinocchio??"..
22/04/2008
"Il cesso è l'ambiente più radioattivo. Più tempo passate nel cesso e più ricevete radiazione ionizzante, quindi non leggeteci libri o giornali"
Ogni tanto il prof-sosia-dell'Inserviente se ne esce con queste finezze...
P.s.: Jacobbo queste cose non le sa: infatti lui al cesso ci passerà le ore, a documentarsi su chupacabras e folletti..
21/04/2008
A parità di tempo (ovvero poco più di due ore) credo di aver concluso più io guardando per l'ennesima volta Caccia a Ottobre Rosso che non quest'omuncolo nella sua trasmissioncella da creduloni...
Io almeno alcune cose le ho capite (anche se non tutte, perché ogni volta mi sfugge qualcosa del film), lui invece rimane sempre bloccato nelle varie leggende, senza venirne a capo e senza arrivare mai a una conclusione che sia una.
Comunque sia, ecco una foto significativa che ho trovato sul web
.
E, come disse il mio prof-sosia-dell'Inserviente: "L'unica trasmissione con un minimo di validità scientifica è SuperquOrk".
Rimpiango Bario Tozzi. Almeno lui era un vero scienziato, e non un raccattato qualunque laureato in economia&commercio..
13/04/2008
E' morto Guido.
Il socio di Zeno. Nonché suo ex rivale e marito di Ada.
E non voleva nemmeno morire, no, voleva far credere di essere lì per morire solo per convincere la suocera e la moglie a prestargli i soldi.
E lui era lì convinto che quella dose di Veronal non gli sarebbe stata fatale, e appunto era lì tranquillo, e invece il medico svogliato e pigro che non c'aveva voglia di uscire perché pioveva troppo e le strade erano fiumi l'ha lasciato schiattare.
E ora?
09/04/2008
E' una delle espressioni più contrastate: la gente cerca di starci attenta e cerca di evitarla, anche quando parla (fatto anche la rima, toh).
Nonostante questo, la gente non sa distinguere un verbo transitivo da uno intransitivo, un complemento oggetto da un complemento di termine (o chi per lui).
E così espressioni tipo "A me mi impressiona" (che è pure un po' scomoda) diventa "A me impressiona".
Impressiona. A chi? A me. Bene. Abbiamo cambiato la caratteristica del verbo che magicamente s'è ritrovato intransitivo.
O tipo "A me diverte".
Dell'espressione pleonastica "A me mi" si tende sempre a sopprimere il povero mi, che alla fine è l'unico dei due ad andar bene in ogni caso (sia come c.ogg. che come compl. term).
Io non c'ho problemi, perché in ogni caso, se devo usare un'espressione sbagliata, dico l'originale "A me mi", senza goffi tentativi di correzione.
Avete ascoltato: i deliri di una pseudo scienziata che si mette a dare lezioni di grammatica e sintassi -_-.
06/04/2008
...non ho apprezzato la visita alla Galleria dell'Accademia.
Questo perché, dai ricordi che ne avevo, me l'aspettavo diversa. Più ricca.
E invece m'è parsa impoverita molto, e con una disposizione discutibile delle opere.
Altre che mi aspettavo di trovare sono sparite.
Poi, cominciare col Perugino e finire col Gotico Internazionale (confinato in un piano di sopra) non è proprio il massimo dell'astuzia.
E secondo me si dovrebbe impedire l'accesso alle scolaresche di mocciosi che, tanto, che ci capiscono?
La gente guarda il David solo perché ci sono i posti a sedere intorno a lui. In effetti a me il David non mi garba nemmeno, sicché..
25/03/2008
Ero tranquilla a farmi gli affari miei, quando a un certo punto la porta di camera mia viene aperta e dallo spiraglio viene gettato sul mio tavolinetto un coso incellofanato.
"Chi c*** è che mi rompe le palle?" penso io, e afferro il coso incellofanato. Artedossier. ARTEDOSSIER??? Che cavolo vogliono, dopo du' anni che non sono più abbonata alla loro rivista? Dovete infatti sapere che, per colpa di certi 'insegnanti' idioti, avevo sviluppato repulsione nei confronti dell'arte, che tanto avevo amato. Per cui non avevo neanche rinnovato l'abbonamento.
Allora scarto il cellophane, vedo che il dossier parla dell'arte cinese (Michelangelo no, eh?), e la rivista idem, credo, e mi metto a leggere il contenuto del foglietto allarmistico in allegato, il quale si dichiara foriero di una comunicazione importante e urgentissima e altre cavolate scritte a caratteri cubitali.
"Gentile Sig. laluisa,
abbiamo il piacere (?) di offrirle in regalo (e ci mancherebbe) il primo numero della nuova serie di Art e Dossier". E fin qui, nulla di che.
"Sotto la direzione di (e qui strabuzzo gli occhi), la rivista d'arte italiana si apre finalmente al mondo dell'arte moderna (non avevo dubbi!!!!)...."
Tralascio di finire di leggere, ché tanto basta, e mi metto a sfogliare la rivista, alla giapponese, partendo dall'ultima pagina.
Il layout non mi piace. Quello di prima nemmeno, ma questo, ancora meno. A parte che...da quando in qua ci sono le volgavi pubblicità di automobili e di voli vari in quarta copertina e su altre pagine interne??
Poi ci sono comunicazioni di aste e cose del genere, anche se io le uniche aste cui partecipo son quelle di ebay..-.-
Poi, sempre sfogliando, vedo che ovviamente il nuovo non-so-cosa è quasi tutto vòlto all'arte moderna (o forse, meglio, contemporanea) che io non capisco, ovviamente. Anzi, al museo ci dissero che dell'arte contemporanea non si dice 'non la capisco' ma si dice 'non mi coinvolge'. Per cui io dico: non mi coinvolge.
Sono alle ultime pagine, convinta più che mai che col cavolo che rinnovo l'abbonamento!, quando a un certo punto, vedo una parola............riflettografia..............e un San Sebastiano tutto blu e violetto e porpora....... Allora lo prendo come un messaggio rivolto a me, come un'esortazione a non rinunciare alla rivista a priori... (probabilmente c'è lo zampino del prof-frequentatore-di-cantine)
Poi giro di nuovo pagina...e vedo una piccola sezione che parla delle grotte di Lascaux......
allora il cuore si scioglie, e cade nella trappola dell'abbonamento.
Oh sì, io rinnoverò!
24/03/2008
Ma, poi, come fa un cavallo a star con una mucca?
Comunque sia.
Orazio è, insieme a Cagnolino (perché Catullo significa Cagnolino), uno dei poeti più largamente utilizzati, citati, dai giovinastri d'oggi. Sui blog, intendo.
Perché, sì, carpe diem quam minimum credula postero, mea Lesbia! E dammi mille baci e ancora cento e poi ancora mille e non curiamoci dei vecchiacci invidiosi che sparlano di te (perché è risaputo che sei una bottana).
Insomma, c'è la celebrazione solita, trita e ritrita, del solito invito a vivere il momento etc etc.
E NESSUNO immagina il legame con la lirica greca (per l'appunto, da che ricordo, una roba di Orazio è quasi uguale a una di Mimnermo, tipo).
E comunque io preferivo Terenzio e Seneca. E pure Cicerone, toh!
Ok, questo post sconclusionato termina qui.
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