A parte il fatto che il Natale odierno (?) è stato uguale a tutti quegli altri (solita gente, soliti discorsi, solito scoglionamento mio),
comunque,
io mi credevo che l'esser toscani prevedesse solo di parlare con la parlata tipica, ma senza l'uso di vocaboli e locuzioni specifiche.
Pensavo che le difficoltà mi venissero solo dall'avere i parenti nordici, che quando mi parlavano in dialetto non capivo un tubo e che quando chiedevo una Coha-Hola mi facevano il verso.
Invece ho scoperto di non sapere nemmeno il toscano.
A parte il fatto che oggi ho avuto modo di sentire per la prima volta in vita mia il detto "Da Montelupo si vede Capraia, Dio li fa e poi l'appaia", mentre stavo in cucina a far la calzetta, la nonna mi dice che quando avrò dei nipotini m'insegnerà a fare le scarpine. Ma nipotini intesi come 'figli dei fratelli'. Infatti pare già che mi si veda a quarant'anni come una zia sìngle (rigorosamente pronunciato come si scrive) che sta dietro all'improbabile progenie dei fratelli.
Poi salta fuori la locuzione 'zia pinza'. E par che si affibbi questa dicitura alla sottoscritta.
Io non ho domandato, perché quando mi vengon dette cose che non capisco in toscano lascio correre senza dimandare.
Ma il dubbio resta:
che cacchio è la ZIA PINZA?? E' un'offesa, un modo per dire 'zia zitella', una famosa zia di qualcuno rimasta poi nel vocabolario come fece 'Perpetua', o cosa???
P.s.: la collanina in corda con ciondolo che mi è stata regalata non mi entra, non mi riesce passarci la capoccia: ho il cervello troppo grande. Sono condannata a non metterla (non ha fermaglio per aprirla).