|
|
|


Home » hobby-wan-kenhobbyTag correlati: varie ed eventuali, curtura, vita da φorum, uni , disperescion, quesito con la susi, the-pensieve, abolirei, vintage, ataf, problemi tènnici e manutenzione, musica, manga, promozione coolturale, roma
05/04/2009
Antefatto:
[e Franz mi scusi se pubblico questi due stralci di conversazione]
Ecco, dopo che avrete letto tutto ciò potrete capire che è colpa di Franz se nelle ultime ventiquattr'ore ho avuto la brillante idea di riesumare la tavoletta grafica e fare questo:

Non l'ho finito perché, come sapete, dopo un po' mi esaurisco e non porto mai a termine i lavori.
Ecco, magari, se evitaste di tirarmi pomodori...
18/03/2009
Ho saputo che stamani ho venduto un pezzo da venticinque euri.
Alé alé alé!
12/03/2009
Oggi ho venduto il primo paio di orecchini.
Ma, secondo me, sono i miei che hanno pagato l'acquirente per far finta di comprarli..
20/01/2009
Oggi pomeriggio ho fatto un salto al negozio che sta morendo, quello accanto ad Arkitectura.
Nella mia oculata opera di saccheggio mi sono imbattuta in alcuni ciondoli d'argento in foggia di cupola di San Pietro.
"Noooo! Fantastico!" ho detto io.
Allora ho ravanato in un'altra vaschetta che conteneva ciondoli del genere.
Fra torri di Pisa, Colossei molto approssimativi, basiliche di San Pietro, fontane di Trevi e scalinate di Trinità dei Monti, ho trovato un bellissimo ciondolo in foggia di rudere archeologico formato da colonne corinzie su apposito podio e trabeate.
Appena tornata a casa, naturalmente, mi son messa a cercare possibili riferimenti.
Io una risposta l'ho trovata.
E voi?
Saprèste dirmi a cosa può essersi ispirato il colto artefice di questo ninnolo?

17/01/2009
Oggi vado a bottega a preparare un ripiano della vetrina per le mie schifessuole.
Devo aspirare ragni, spostare brugole e stendere velluto.
In realtà attualmente ho solo tre oggetti in croce da esporre...ma sono fiduciosa nelle mie incapacità creative.
Inoltre, sono sicura che i miei monili passeranno del tutto inosservati, tranne che ai ragni, che li avvilupperanno in strati e strati di ragnatele.
Ma io PERCHE' ho beccato gli unici lettori di blog squattrinati e spilorci che non mi comprano né mi commissionano mai nulla??
11/01/2009
Io non lo metterò mai il badge di Féisbùk sul mio Blog. Non mi va che la gente sappia il mio cognomen o la mia mail o quello che sto facendo in questo momento.
Anzi, io Féisbùk lo voglio proprio eliminare, perché mi ha scassato i maroni e la gente si fa i cavoli miei e i compagni di liceo mi hanno aggiunto non si sa perché, visto che manco salutano. E credo d'esser l'unica che c'ha avuto classi, alle maediae e al licaeum, che non hanno mai fatto coenae cosiddette 'di classe'. O forse l'hanno fatte ma non me l'hanno fatto sapere.
Tipo una volta dissi a un'ex compagna: ma cene di classe non se ne fanno?
Al che lei rispose: eh, perché non ci pensi tu ad organizzarla?, quando si sa benissimo che la sottoscritta ha le capacità organizzative di un paguro.
Ieri, mentre aspettavo di non andare al cinema, cercando componenti argentate su ibèi, non so perché sono finita a osservare quelle meraviglie che sono le perle di vetro lavorato a lume, che io non me le ero mai filate e nemmeno mi dicevano nulla, e invece ieri all'improvviso le ho rivalutate.

Ho visto che si possono anche produrre autonomamente, basta averci delle bacchette di vetro e qualcosa di più di un bunsen (perché i mastri lampworkers americani dicono che il bunsen non scalda abbastanza).
Solo che con quel "qualcosa di più di un bunsen" si comincia a dover usare bombole di combustibile e di ossigeno e tutto diventa più complicato e temibile e non si può certo lavorare in cameretta.
Gli ammerigani, essendo i patiti del faidate per antonomasia, hanno sempre l'immancabile garage in cui lavorare. Io no. C'ho solo il posto auto all'aperto.
Quando poi, piena di entusiasmo, ho detto alla mamma "voglio produrmi perline di vetro", lei si è limitata a non commentare come sempre.
Ho guardato su gùgol se esistevano corsi appositi, magari per hobbisti, ma a FI non ce n'erano e quei due o tre che ho trovato, oltre a tenersi a Monculi, costavano anche parecchio.
Autobus, pomeriggio nuvoloso. Tornando dalle chiare acque e passando da rue del point-à-le-moisse, rue da cui non passo mai, nel mio desiderio di guardar fuori a tutti i costi (cosa che fanno tutti i passeggeri seduti accanto al finestrino, a costo di girarsi la testa di mezzo angolo giro) e soprattutto nella lentezza del traffico, che mi permette di soffermarmi a osservare in dettaglio ogni vetrina, ecco che vedo una vetreria artigggianale.
In un ultimo tentativo di ricerca, casualmente mi ritrovo nel sito di questa bottega, che casualmente tiene anche corsi di lampwork. E non costano una follia.
Se riesco a vendere qualche monile a un prezzo decente forse riesco a finanziarmelo.
Poi magari scopro che sono una vetraia nata.
O una vetraTa.
09/01/2009
Averci la mesticheria può avere i suoi vantaggi.

06/01/2009
A voi non piace? E' un po' da uomo, forse. Però quella vichinga è una tènnica carina quanto antica.
Oggi ho fatto un blitz al negozio quello di perline che c'è vicino ad Ark., anzi, UNO DEI due che si trovano ai due lati di Ark., ovvero quello con la commessa carina e gentile che non cerca di fregarti e che non ti vende roba di dubbia qualità.
Quella da cui passavo a prendere i cristalli quando uscivo dalle fantastiche ore di Rest. Arkeol. :)
Sicché, quando vedo il cartello "Tutto a metà prezzo", mi prende bene e mi pento solo di non averlo saputo in tempo per prepararmi una lista;
non faccio caso, entrando, al cartello rosa fosforescente con le marche da bollo che campeggiava in vetrina.
Entro e trovo tutto mezzo vuoto, tutto saccheggiato. Ero convinta che si trattasse di una promozione stagionale, visto che molti negozi di perline, passato Natale, fanno degli sconti.
Mentre mi taglia il filo, la donna mi dice "Ti serve altro? Facciamo tutto a metà prezzo, e dura un mese perché poi chiudiamo".
"Chiuderanno per ferie" penso io, visto che proprio stamani mi era arrivata la comunicazione di un negozio da cui compro spesso che mi diceva che sarebbe andato in ferie fino a febbraio.
"Come mai chiudete? Vi trasferite altrove?" domanda la Mutter.
"No, no: chiudiamo proprio" risponde la commessa.
Io così: .
Nel tragitto verso casa sono triste e amareggiata all'idea di perdere un negozino che, nel suo insieme (negozio+commessa) era per me diventato uno dei simboli dei bei tempi dell'ultima primavera.
Una volta, la commessa mi chiese "Ma tu sei di Ark.?" e io dovetti dirle di no...che ci seguivo solo un corso... ...che in realtà io ero solo una cinica tènnica...
Il cartello in vetrina, comunque diceva che si vende l'attività, e quindi c'è la speranza che il negozio non sparisca del tutto.
Ma non sarà più, comunque, la stessa cosa... 

16/12/2008
Dopo aver letto sui miei appunti la perla seguente: "...la documentazione è un documento che documenta..", ieri sera ho deciso di darci un taglio col ripasso perché ero sulla via dell'isteria e non ci stavo più molto con la testa.
Stamani non avevo voglia di ripassare in casa, perché porta male ripassare la mattina dell'exam e perché fra l'agitazione e tutto non mi riesce mai, e sicché ho preso e sono andata nel covo di Pallino, cioè in questo posticino qui di cui sentirò molto la mancanza insieme agli ambienti di Ark., pentendomi di non aver scelto altri percorsi migliori di questo.
Lì c'ho trovato un paio di altre tipe più out-of-course di me che stavano a ripassare e a farsi domande, e così ho contribuito anch'io. Più tardi arriva anche l'amica perlinatrice.
Poco prima di mezzodì esce gente dall'aula freddissima e capiamo che la nostra ora sta per arrivare. Infatti poco dopo passa Pallino e ci dice "C'è qualcuno che sta aspettando me?" e noi rispondiamo prontamente. "Datemi un quarto d'ora per riprendermi e poi arrivo" e sparisce in corridoio, in uno svolazzare di sciarpetta arancione.
Ripresosi dalle fatiche della lectione, arriva soffiandosi la nappa (cosa abituale, visto che anche a febbraio stava raffreddato uguale se non peggio) e commenta il malo tempo. Sedute al tavolo verde (è un tavolo non da gioco ma comunque ricoperto da un tessuto verde tipo subbuteo) pensiamo: "Mica farà l'exam qui, con tutta la gente estranea che è presente!" e nel mentre lui ci toglie subito il dubbio accomodandosi. Purtroppo ce l'ho di fronte, mentre distribuite accanto a me e accanto a lui ci sono le altre tre donzelle.
"Oh via, chi comincia?" e tutti gli sguardi si volgono verso la perlinara che si sente un po' vittima sacrificale e dice "Occhèèèi...". Ancora non sa che verrà tenuta sotto torchio per almeno mezz'ora, con noi che, ogni volta che il prof dice "Un'altra domanda.." ci guardiamo come a dire "Ma quante domande fa??", come se poi ci fosse stato molto da spaziare, visto che il modulo era misero..
La compagna perlinatrice viene infine rilasciata e le viene confermato il voto che già le diede Gattuso un mese fa. Pallino tende sempre a confermare.
Poi tocca a me. Tengo davanti il mio quadernino ad anelli con la foto del puledrino, come fonte d'ispirazione. Sono un po' agitata ma non ho preso la valeriana. Mi ripropongo di dire tutte le cose possibili immaginabili che mi vengono in mente, anche a costo di non lasciarlo mai parlare. Mi fa la prima domanda ed io cerco di ascoltarla con la massima attenzione, soppesando ogni parola. Facile: fasi di cottura della ceramica. Comincio a snocciolare (o denocciolare) nozioni sbertucciando una malcapitata bic che si trovava lì per caso, mentre anche lui sbertucciava un'altra biro anche lei capitata lì per caso.
Sicché finisco di denocciolare le mie nozioni sforando anche il limite di temperatura indicatomi (mi era stato richiesto d'arrivare a 500°C, sono arrivata a 650) mentre le presenti parlottano o commentano all'occasione (soprattutto . Sembra 'na partita di scacchi fra grandi cervelli e io cerco di darmi un tono determinato e combattivo.
Gli snocciolo altre informazioni, mentre il suo telefono vibra e io nemmeno mi fermo per dirgli "Scusi, se deve rispondere, facci pure". Poi mi frega: domanda a trabocchetto, banalissima e idiotissima, su come si può fare, con mezzi comuni, a sapere se un vaso è stato cotto o no.
Come si fa? Eh?? Come??
Cerco di dirgli quello che so, ovvero che un materiale cotto è resistente etc, ma non basta. La compagna accanto a lui mi suggerisce "acqua" col labiale e lui in qualche modo se ne accorge anche, ma io stupidamente non so come usare quell'informazione. Allora cerca di farmici arrivare dicendo che l'avevo già detto prima, anche se da un punto di vista diverso, ma voi sapete quanto uno nemmeno si ricordi di ciò che ha detto un minuto prima, nel corso di un exam!, per cui io brancolavo nel buiame. Sicché cerca di farmici arrivare dicendo che a un certo punto il materiale si modifica irreversibilmente e diventa un'altra cosa, mentre invece se non c'è stata cottura tutto ciò non avviene. Intuisco forse che l'acqua c'ha qualcosa a che fare ma ancora non c'arrivo. Non so come ho fatto, in realtà, ad arrivarci, alla fine, quando gli ho detto "Eh, allora...ci metto l'acqua", con un mezzo sorriso e con un'espressione come a dire "Allora se proprio insisti ti dico questo. Che altro vuoi che ti dica?". E così s'è sciolto tutto il pathos e tutta la tensione che teneva in sospeso le spettatrici mentre io brancolavo alla ricerca della risposta.
"Era una domanda molto banale...un trabocchetto in cui a volte la gente ci casca"...grazie, ora ci son cascata anch'io -__-
Rimango sotto torchio per altre interminabili manciate di minuti, un po' meno determinata di prima, mentre mi viene chiesto cosa farei per sapere questo, cosa farei per analizzare quello o per risalire a quell'altro etc.
Trova a volte da confutarmi simpaticamente alcuni miei statements, dicendo tipo "Beh, è vero che si può fare questa analisi, ma se la facessi dovresti tirar via tutta la superficie pigmentata per ottenere una quantità sufficiente di materiale, e non so se ti darebbero il permesso di farlo.." et similia.. -_-
Intanto le mie mani sono di un curioso blu-puffo e la compagna perlinatrice se ne accorge e si sconvolge, non sapendo che la sottoscritta riuscirebbe a macchiarsi le mani anche maneggiando una penna chiusa o senza inchiostro, roba che nemmeno i bambini all'asilo.
[edit del 17/12] L'ultima trappola, la più insidiosa e stupida: di che colore era il cavallo bianco di Napoleone? Ovvero: "Abbiamo parlato di red ocher: e se invece abbiamo da riconoscere un'ocher gialla, come la distinguiamo?". Che scema, sono andata a cercare tutte le cose possibili immaginabili e ci sono cascata come un'idiota, con lui divertito (e pure le spettatrici lo erano) che cercava di farmi capire che la domanda era idiota quasi quanto me. Alla fine, forse ci arrivo "Guardo il colore....", concludo io con la faccia seguente -________-''''. E allora con tutta probabilità è a questo punto (e non al trabocchetto precedente sull'acqua) che mi dice "Era una domanda molto banale...un trabocchetto in cui a volte la gente ci casca...". E forse è per questo che immediatamente dopo essere uscita di lì rimuovo dalla mia mente questo finale pietoso, ricordandomene improvvisamente solo stamattina. Miiii quanto mi rode!! [fine edit del 17/12]
Finalmente Pallino decide di piantarla con le domande e con i tracobetti e conferma il voto di Gattuso (ovviamente).
Segue telefonata di venti minuti in cui fa finta di parlare di cose serie che sono poi le cose di cui ci aveva parlato nel cursus, con la differenza che lui queste cose le deve applicare e sono il suo pane quotidiano. E per alcuni malsani secondi ho pensato "Sarebbe figo fare quello che fa lui".
Nel mentre che lui poi scribacchiava sul verbale, la compagna perlineuse mi spiegava il problema che aveva con una collana e così si parlava tranquillamente dei fatti nostri mentre colui scriveva, con io che ero mezza di fuori per la spremitura mentale ed ero molto rilassata.
Finito di scrivere, domanda "Di che collane parlate?". Gelo. Ahahaha allora, visto che non lo aveva chiesto tanto per ma gli interessava davvero, la compagna gli ha spiegato che solitamente assembliamo svaròschi e cose del genere e così è venuto fuori che anche un'altra delle presenti si dilettava di queste cose però dal punto di vista del Fimo, facendo nascere uno spetteguless su posti migliori per procurarsi il materiale a poco prezzo, mercatini etc. Per inciso è stata anche notata la mia collanuzza che vedete:
.
E il prof ha concluso dicendo "No, ve l'avevo chiesto perché il mio insegnamento principale è jemmolojia e quindi..". Ovviamente io lo sapevo, visto che mi ero già documentata da tempo XD e il suo cursus è pure a 300 m da casa mia!
11/12/2008
Ho regalato un ciondolo, così, di punto in bianco. Forse domani verrà recapitato. Sempre che quei furbacchioni delle poste non aprano la busta indifesa privandola del contenuto.

Dovevo fare qualcosa per tirarmi su, e allora ho incartato e imbustato, con una letterina scritta di mio pugno alle due di notte su un foglio sanza righe, perché io riesco a scrivere in maniera decente anche senza l'ausilio delle righe.
Stavo anche valutando l'ipotesi di esporre qualche mio monile nella vetrina ragnatelosa della mia mesticheria.
Ma ce la vedete, voi, una mesticheria con gli svaròschi in vetrina?
Scommetto che il 90% di voi, leggendo mesticheria, ha pensato "I'cché?" (o espressione affine).
07/12/2008
Finalmente il monile da me prodotto per lo scambio è arrivato a destinazione ed è stato osservato.
Ora potete osservarlo anche voi (visto che prima non era possibile):

06/12/2008
Vedendo la cura con cui è stata confezionata la serie di monili che ho ricevuto e l'accuratezza con cui è stato redatto il biglietto di accompagnamento,
ho capito come mai la mia destinataria, che sicuramente ha ricevuto jeri, non si è ancora pronunciata sul monile...deve avergli fatto schifissimo, sia come oggetto che come presentazione.. u_u
30/11/2008
Alla fine, dopo quattro giorni di silenzio, lo staff ha deciso di escludere dall'iniziativa l'utentessa scomparsa.
E quindi, e quindi, entro domani dovrei sapere chi sarà la sfortunata che si troverà a schifare l'oggettino che riceverà da me.
|