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25/08/2009
Morto un papa se ne fa un altro.
31/07/2009
Ma c'è chi non è nemmeno utile:
la sottoscritta.
30/07/2009
Dice il saggio: alcuni egoistoni sono destinati a se stessi dalla nascita.
Preso atto di questo,
cercando di anestetizzare l'anestetizzabile,
arrivata a pagina centodieci mi sono accorta
con sommo non-so-cosa che la parte inferiore
delle pagine si staccava dalla rilegatura.
Non posso più permettermi di tenere il libro
comodamente spalancato a un angolo vicino ai centottanta gradi:
mi toccherà cercare di infiltrare l'occhio in uno
spiraglio di trenta.
26/07/2009
Ormai i pensieri fissi si alternano in loop:
si va dal banale devo mettermi a studiare,
al consapevole sono una parassita: devo trovarmi un lavoro, perché i miei sicuramente sono stufi di avermi in casa, anche se non me lo dicono; ma non so fare un cavolo, quindi che vo a fare?,
all'intermedio il mio cervello, negli ultimi quattro anni, è avvizzito come un kiwi rimasto invenduto in un discount (avete mai visto la frutta al discount o in uno di quei piccoli supermercati che reggono l'anima coi denti e che sopravvivono contando sulla sbadataggine della massaia che, tornata a casa dall'essecorta, si accorge di aver dimenticato il latte? Ecco, quella frutta per buona parte sta lì a rinsecchirsi, ed è inutile che gli schiavi volenterosi la nebulizzino con dell'acqua per spostare la reazione a sinistra: ciò che è secco non si reidrata) e sarebbe mio dovere rimetterlo in moto per disintossicarlo dalla chimica (che pure non so),
all'evergreen sono un botolo (anche se non sono aretina, visto che Dante definì gli aretini botoli ringhiosi) e dovrei assolutamente iscrivermi in palestra, ma sono phobica, per cui forse dovrei comprare una cyclette, ma sono spilorcia,
e allora chemminchia fo? Forse dovrei andare a correre, ché qui c'è tanto verde e tanto elettromagnetismo (evviva i tralicci!) ma il problema è che MI VERGOGNO perché non sono un'athleta e probabilmente dopo cento metri avrei le gambe dure e la lingua a terra che dovrei riarrotolarla e infilarmela in bocca, come Fantozzi,
ma qui vedo tanta gente che prende e va a correre arrancando, e io dovrei imparare a fregarmene come fa qualcuno,
anche perché correre fa bene ed è stato correndo che ho perso quel poco di zavorra che ho perso.
Forse è solo un fatto di pigrizia.
Forse potrei attenuare la paura-del-giudizio-altrui andando a correre all'alba, o per lo meno a orari in cui non c'è nessuno in giro.
Ok.
Aggiudicato.
Domattina alle 7, cascasse il mondo, sono a correre.
[e chi ci crede?]
Edit delle 22.20:
a séguito di una protesta pervenutaci da parte di un galantuomo che difende la qualità intrinseca e indiscutibile dei discount e della frutta che essi offrono,
sono costretta a precisare che non tutti i discount o i piccoli supermercati offrono frutta disidratata.
Evidentemente ho sfortuna io a trovare la frutta rinsecchita, chevvedevodì...
24/07/2009
A quasi una settimana dal mio memorabile soggiorno nella città che ospita il Sacello di San Vittore in Ciel d'oro (di cui abbiamo anche una diapositiva ma non abbiam voglia di farvela vedere),
non mi ricordo più quello che volevo dire.
No, ok:
presa dalla disperazione,
ho riesumato l'antica passione che mi accomuna a SirBabylon,
ovvero quella degli avvincenti puzzle.
Dio, sono quattro anni che non metto insieme una cornice o che
non razzolo in una scatola mettendo alla prova quella che è la debolezza umana,
ovvero l'incapacità di ricordare i colori (è risaputo che la mente umana non riesce a ricordare i colori ma solo a confrontarli).
Chè, poi,
fare i puzzle è una cosa costruttiva,
e anche didattica,
perché ti fa notare cose che altrimenti non avresti notato, tipo:
"Ma quanto cacchio di cielo ha dipinto, Michelangelo? Si vede proprio che non pagava lui i pigmenti e poteva scialare tranquillamente...maledetto".
E poi noti simpatiche scenette più o meno censurate nei secula seculorum,
tipo una che non dico e che dovete andare a cercarvi da voi.
Perché questo è un blog pudìco.
09/07/2009
Ormai è scientificamente provato:
la Coca Cola è una panacea in caso di afflizione da tutti quei maledetti sintomi dolorosi mensili.
Comunque ho comprato la valigia.
E mercoledì verrò allegramente buttata fuori all'exam (ma più probabilmente mi ritirerò io).
E di sicuro col cazzo che faccio la patente a fine mese, perché faccio ancora cagare (secondo autorevoli fonti phobiche).
Signor Capitano, mi faccia sapere a che ora mi dovrò levare di culo sabato 18,
perché io devo comprare il biglietto del treno e di conseguenza devo sapere quale prendere.
Magari mi sappi (sappi lei) anche dire che tempo fa lassù, nonché le previsioni per la prossima settimana, perché devo decidere se portare uniformi leggere o pesanti.
Questo è il mio valigiozzo, anche se non è molto virile.
30/06/2009
Non ho intenzione di commentare la giornata di oggi.
Un esame andato bene ma che non mi ha fatto esultare (apatia portami via),
una verbalizéscion che mi ha fatto girar le palle ["Eh, non è andato molto bene...mi spiace..." ma vaffanculovà],
un salto a scholaguida che mi ha fatto girare le palle ancora di più ["Questa settimana non c'è posto...ci dovevi pensare prima" (ma io gliel'avevo detto che non potevo passare prima di lunedì...e lei aveva detto che non c'erano problemi...e si era anche fatto un post-it con scritto che avevo bisogno di fare guide questa settimana...ma allora i suoi post-it non valgono una sega, eh, scusi) "Devi fare l'esame entro luglio, se no poi è un problema..quindi devi fare più guide che puoi" (e DA QUANDO mi si viene a parlare di esame??)],
con conseguente senso di inettitudine e la spiacevole sensazione di essere vista come quella che se ne frega e non si fa mai vedere e poi si fa viva accampando pretese.
Poi m'ha detto che io avrò anche i miei impegni (miiiiiii, per una volta che studio e che manco per tre giorni!!), ma che devo gestire anche questi impegni di guida.
E io non riesco, perché sono un'inetta.
E ora c'ho un altro exam della minchia e non ce la farò mai a conciliare il tutto..
E che dire di Brescia!!!
Fra l'altro, oggi, uscendo da via V*** abbiamo incrociato il buon vecchio P.E.S.A. che parlava con una.
Quando siamo passate lui ha detto a questa qui "[...] poi vedo passare anche mie ex studentesse...che non si sa che ci siano venute a fare, qui...boh, forse son venute qui a fare una passeggiata, eheh".
Chissà se si rrricordava della cartolina.
19/06/2009
La permanenza sul nobile forum mi avvelena.
Mi fa il sangue cattivo.
Mi rovina il nobile fegato.
E tutto questo è ILLOGICO.
C'è chi nasce per invidiare.
E anche questo è fortemente illogico.
13/06/2009
Sono in crisi d'astinenza.
Datemi uno sterzo!!
Ditemi che sono un'assassina, una delinquente,
ditemi che sono troppo agitata e che devo stare calma,
ditemi che devo fermarmi per fare attraversare i pedoni,
che devo stare attenta a non portar via gli specchietti,
che le mani sul volante si tengono COSI'!!!
Se non mi chiamano lunedì per dirmi che c'è un posto per quel giorno o per il giorno dopo, resto ferma fino a giovedì :|
Sedersi al posto di destra non ha più il fascino di un tempo.
03/06/2009
Se io avessi una esistenza da poter definire tale,
probabilmente scriverei post più interessanti e più
succosi (già il termine succoso fa venire l'acquazzone in bocca).
Ergo, l'incremento dei lettori sarebbe esponenziale (avete presente il grafico di e^x? io no)
e non ci sarebbero i soliti due o tre habitué che mi leggono per pietà
(sì, Franz, sto parlando di te) o che ormai mi hanno commentato una volta e quindi si
sentono in obbligo (ma questo è meno verosimile, dal momento che la gran parte dei miei
post rimane senza commentarii).
Ma io sono evitante, e quindi evito.
Cioè, dovrei costruirmi una vita sociale per averci più lettori?
Giammai.
Io sono sopravvissuta finora, con sei gloriosi anni di blog alle spalle (e non tutti su splinTer, eh: ho fatto la mia buona gavetta su lapiattaformainnominabile),
campando, appunto, sul nulla.
Posso sopravviverne altri sei (arrivando a ventinove anni non si sa in che condizioni, ma confido nel mio senso dell'umorismo e nel mio senso della distrazione).
Comunque oggi voglio superarmi.
Voglio sfidare me stessa e le mie capacità di resistenza.
Esco e vado a prendermi un GELATO.
Nella gelateria più estroversona della cittadina,
in piena zona pedonale e quindi in zona ad alta concentrazione di tamarri/estroversoni.
Io, sfigata in mezzo ai tamarri.
E mi sfido anche a sedermi a mangiare il mio cono-gelato sulle panchine.
E in tutto questo io dovrò camminare lentamente e guardarmi intorno con disinvoltura.
Sì, e poi??
01/06/2009
La Franz è brillante, donna di mondo, fa un casino di cose.
Addirittura distribuisce volantini, quando io solo per fermarmi a prendere la posta dalla cassetta (rigorosamente infilandoci la mano dentro, non mi scomodo a usare la chiave) devo prima accertarmi che non ci sia anima viva nel raggio di un chilometro.
Questo perché, siccome sono evitante, giustamente evito ogni possibile forma di vita.
Quando torno a casa ho sempre due opzioni:
entrare dal cancelletto principale, dovendo poi passare davanti almeno a due portoni prima di arrivare al mio, con tutti i rischi che ne conseguono;
entrare dal cancello automatico, riservato ufficialmente alle macchine, dovendo fare la circumnavigazione dello stabile ma con la sicurezza di trovarmi subito davanti al mio portone (che quasi sempre non si apre alla prima, costringendomi a star lì a smanettare, a cercare di trovare il punto con la chiave, con la paura che nel frattempo arrivi qualche abitante del palazzo).
Più spesso mi fa fatica circumnavigare il palazzo, perché rischio di essere messa sotto da qualche macchina che esce dal parcheggio.
Certe volte, però, è indispensabile.
Quando scendo dall'autobus ho la possibilità di scegliere due percorsi:
l'ipotenusa o i cateti.
Questo perché l'area è di forma di triangolo rettangolo, e la chiesa che ci sta dentro anche (ebbene sì: esistono chiese a pianta triangolare...robaccia moderna).
Quindi se percorro l'ipotenusa sbuco davanti al cancellino, senza poter, in caso di presenze condominiali, deviare verso il retro.
Viceversa, se percorro i cateti, posso benissimo deviare sul retro.
Per cui, scendendo dall'autobus, se mi accorgo, lungo l'ipotenusa, di movimenti sospetti in prossimità (o in corrispondenza) del cancello, posso solo rallentare il passo (cosa innaturale, per me) e nascondermi dietro i cipressi per non essere vista.
Il mio campo visivo mi permette di avere una panoramica dell'intera area, mentre la percorro, così da farmi accorgere di qualunque movimento, come un'aquila che individua la pecorella nel deserto da centinaia di metri.
Devo saper prevedere le mosse di tutti: dove andrà quella donna che è scesa dal bus con me? Quella macchina farà inversione (fra l'altro, in presenza di linea continua, nel tratto in salita di un dosso enorme che poi è un ponte, fate un po' voi..) o parcheggerà? Chi ne uscirà andrà dritto al cancello oppure starà tre ore a scaricare le buste della spesa, costringendomi a fermarmi per far finta di ammirare il tramonto? Quella signora che sta buttando la monnezza sarà del mio stabile oppure no?
Questo, solo per darvi un'idea.
Ho perso il filo del post, orca trota.
L'intento era quello di dire che non c'ho la motivazione per fare niente.
Però, mentre scrivevo le stronzate di cui sopra, questo sconforto un po' si è mitigato.
Mavaffanculovà.
Ho scritto per niente.
13/05/2009
Sono in crisi.
Ho scoperto che delle persone a me molto probabilmente non me ne frega un cazzo.
Ma davvero sono così stronza e indifferente?
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