No, davvero, ora sembra che io posti solo per parlare delle guide.
E infatti è vero.
Questa settimana ho ricominciato, dopo l'unica e desolante/desolata guida della settimana scorsa con l'Emmepunto indesiderato, a fare le guide un giorno sì e un giorno sì, come giovannirana.
E con l'Emmepunto che voglio io.
E' faticoso abbestia dover fare il resoconto di tre guide.
Però devo.
Lunedì:
pioviggina e la guida è alle quindici.
Mi sono scelta un orario tranquillo e il tempo mi è favorevole.
L'unica cosa che mi turba è il fatto di dover uscire dal parcheggio.
L'altra cosa che mi turba è la prova della tamarraggine di Emmepunto,
il quale, nella classica mossa del sollevamento della maglia per grattarsi la schiena,
mostra al grande pubblico una fantastica cintura pitonata O.o.
Nonché la croce rossa della marca dei ginsi.
Un'altra cosa che mi turba è il fatto che non si ricordi il mio nome:
"Aspetta...te com'è che ti chiami..?"
"L."
"Brava" (ma brava i'cché?).
Salendo in macchina, mi pare di percepire, per un istante, un sottilissimo odore di fumo, ma non ci faccio molto caso.
Faccio quello che devo fare, e per la prima volta sembro quasi tranquilla.
Non metto sotto la gente, non faccio cazzate particolari. Sembro addirittura sana di mente.
Probabilmente incoraggiato da questa mia parvenza di sanitudine, Emmepunto decide di farmi cimentare nel parking e nell'inversion.
Gli faccio un parcheggino che lo lascia di stucco, "T'hai fatto meglio di me" , e mi comporto meno da delinquente del solito.
Scendo dalla macchina pacificata al massimo.
Niente mi può turbare.
Mi reco a prendere il bus per tornare a Firenze, sapendo che la mia tranquillità sarebbe stata effimera.
Riesco comunque a mantenermi rilassata fino a sera.
A un certo punto gli era arrivato un messaggio, e lui mi dice "Oooh...è arrivato un messaggio...che si fa? Si guarda chi è?" e poi me ne legge l'incipit: "Ciao bello".
"Ciao bello...oh, ma a me mi sembrerebbe un po' detto a presa di culo, eh? Te che dici?" e giù a ridere
(che mattacchione).
Martedì:
tutto l'inconvercio.
Dr. Jekill e Mr. Hyde.
E toccava a Mr. Hyde.
N'avessi azzeccata UNA!
Non sorpasso un bus ("Ora che si fa?" mi domanda lui e io "Boh") e quando decido di sorpassarlo riparte,
sorpasso un bus in una strada stretta e manco so come facciamo a uscirne,
sbaglio a fare il parcheggio,
incrocio le mani sapendo benissimo che non si deve,
mi pianto a un semaforo senza riuscire a ripartire, con la gente che mi clacsona dietro perché gli fo perdere il verde,
arrivo quasi addosso a una vecchia che camminava in strada, costringendo Emmepunto a frenare per me,
varie ed eventuali.
Lui, dal canto suo, è tutto un grezzume.
Per la prima volta tira fuori le sue Philip Morris e si mette a fumare senza manco chiedermi se mi desse fastidio (tanto ci sono i finestrini aperti, no?).
Poi, vedendo che arrancavo per capire come aprire il finestrino - si schiantava di cardo - mi dice "Cercavi il finestrino?" e io annuisco.
"Va bene così?" domanda tirandolo un po' giù.
"Oh, se vuoi te lo tiro giù di più, tanto è gratis, eh".
Solita razione di "Delinquente" e "Assassina";
applauso a braccia distese a mo' di liberazione, con tanto di "Oh via...bravaaa" l'unica volta che son ripartita senza far spengere il motore;
espressioni fini tipo "Sì, una s***" o "[...] Come quello che un mangiava per non cacare";
battute del tipo "Non stare in apnea, quando guidi...respira... Altrimenti svieni e poi ttu ffai l'incidente, ahahahaha" (e c'ha riso per cinque minuti)
[il bello è che, quando mi fa le battute, a volte mi tira anche la manata bonaria sull'òmero, rischiando di farmi sbandare];
solita curiosità nei confronti delle tizie che girano per la città (però, insomma, sei in macchina con una donzelletta gentile, chemminchia ti giri a guardare le tipe che passano?);
solita preoccupazione per la mia salute mentale:
"Che c'hai che ti vedo preoccupata?"
"Un esame"
"Di che?"
"Di himica"
"Ah, sempre applicata ai BB.CC.?"
"Sì"
"E sicché, se io ti porto una statua, te ttu me la restauri?"
"Ehmmm.......sssssssssì........diciamo che io te l'analizzo"
"O come ttu ffai ad analizzarla? Tu lla guardi?"
"Sì, e poi decido. Ma non è che la restauro materialmente"
"Aaah, sei furbina, te.. Te decidi e gli altri fanno..ho capito. Però...io sono per l'azione...non ci potrei mai resistere seduto tutto il giorno a prender decisioni e basta"
"Eh, ma uno mica sta in ufficio...va anche in cantiere etc"
"Anche perché i'Ddavid in ufficio sarà difficile che te lo portino.."
Lui dice che secondo lui il mio corso è valido e interessante (e sembra anche serio quando lo dice), nonostante io gli abbia detto che in fin dei conti non siamo "niente" di preciso e definito..
Mah.
Poi non capisco come fa a ricordarsi quello che faccio mentre manco si ricorda il mio nome ("Elisa" m'ha chiamato) e mi dice cose tipo:
"Ma te ce l'avevi anche ieri, gli occhiali?"
"Sì..."
"Ah, non mi sembrava...".
Comunque ha osato dire che sono migliorata molto dalle prime volte.
Nonostante abbia fatto la delinquente.
"E' la delinquenza, che ti fa fare questo".
Torno a casa (non mia, però) quasi scazzata (senza il quasi) e col giramento di cojones.
Mercoledì (cioè hodie):
dopo lo scazzo di ieri,
anche oggi non ero molto fiduciosa.
Per inerzia, salendo in macchina gli ho detto che ero in forma, perché me lo chiede sempre e se non gli dico che lo sono s'incazza.
Fortunatamente non mi fa fare lo stesso giro di ieri perché già m'era venuto a noia (avendolo fatto anche lunedì).
Sembra quasi che io abbia imparato a sterzare in maniera decente,
al punto che, da oggi, invece di farmi fare le curve in prima e senza gas,
me le fa fare in seconda (se non mi son dovuta fermare) e dando gas.
Oooh.
Facciamo progressi.
"Scala, frena un po', lascia la frizione e dai gas" è quello (credo, correggetemi se sbaglio) che mi ordina di fare per svoltare, anche se io non è che afferro alla prima..
Infatti oggi m'ha fatto fare un casino di svolte.
Il top è stato quando, passando davanti a una tabaccheria, m'ha detto:
"Oh, ma io c'ho da comprà le siga... Fermati lì dove c'è scritto bus".
M'ha fatto parcheggiare alla meno peggio, è sceso,
e dopo un po' è tornato, mentre io stavo lì sentendomi leggermente autista e leggermente idiota.
Il parking di oggi è stato solo sufficiente ("E' la delinquenza, che ti fa fare 'sti lavori"), l'inversione un po' meno peggio,
e a un incrocio, ancora non me ne capacito, secondo lui avrei omesso di dare la precedenza a una macchina che doveva girare.
Ma io giuro che non l'ho vista.
Infatti, quando mi ha spiegato la dinamica chiedendomi poi se era tutto chiaro, io gli ho detto candidamente "Ma io non me ne sono accorta",
e s'è messo a ridere dicendo "O L., ma come non te ne sei accorta?? Ahahaha Ma te ttu c'hai il potere di smaterializzarti tipo Star Trek? Che buffa che sei".
Siccome s'è stufato di dovermi sempre dire quando cambiare (perché io tìtubo),
allora ha detto che mi farà un foglio (anzi, lo scriverà sull'agenda che tiene sempre sul cruscotto)
con scritto "CAMBIA", e ogni pochino me lo farà vedere per non dovermelo dire a voce.
Addirittura, a un certo punto, ha pensato proprio di fare un cartello di plastica col manico con scritto da una parte CAMBIA, da un'altra SCALA, da un'altra ancora RALLENTA e dall'altra DAI GAS (cartello a quattro facce?).
Poi, dopo che avevo rischiato di fare un danno che non ricordo, dopo aver parlato di eventuali colpe e necessità di render conto, ha detto: "Oh, e se si scappasse? Io guido coi pedali e te col volante: sai che casini si combinerebbe?".
Tipo Bonnie e Clyde, eh.
"Te un ttu ssei nemmen parente, di quella di due settimane fa", ha sbottato a un certo punto.
Io naturalmente ho alzato il sopracciglio vulcanianamente, mostrandomi scettica.
Anzi, addirittura ha detto che io ci devo avere una gemella (ma nel senso che ho fatto proprio un gran salto rispetto all'inizio, un salto quasi impossibile, oppure nel senso che certi giorni faccio schifo e certi altri sono quasi decente?).
La domanda che m'ha preso un po' alla sprovvista è stata:
"Che hai fatto ieri sera?".
Io avrei potuto inventarmi balle estroversone,
e invece ho detto "Ho studiato" (che è una balla ma non estroversona).
"Anche ieri sera? Te ttu mi diventi una scienziata".
A parte il fatto che in alcuni momenti ho avuto la sgradevole sensazione che mi avesse chiamato "Cicci" (tipo "Cicci, occhio all'incrocio, qui, eh"),
comunque quest'omo c'ha bisogno di un'autoradio perché in macchina con me s'annoia troppo (oh, ciccio, ti pagano per questo, eh).
Son du' giorni che canticchia sempre "Come stai" di vascorozzi e io unne posso più.
Domani se vuole gli canto qualcosa a mo' di jukebox.
Infatti ieri aveva chiesto al padrone di mettere un'autorrrradio in una delle due pandine (che è senza),
e m'è parso di capire che a lui gliel'hanno fregata di recente (ahahaha) e il padrone gli ha detto che, se la pandina resta senza, non c'è il rischio che gli venga rubata.


Tanto non vi accetto..










vendere qualche monile
fare il corso di lampwork
